domenica 12 giugno 2016

La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare

Pochi giorni fa un mio amico ha pubblicato su Facebook questa foto scattata nel Parco Sigurtà, antico giardino nei pressi di Peschiera del Garda, le cui origini risalgono al 1400.
La foto ritrae una targa con un chiaro messaggio di fratellanza "La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino".

Foto di Alessandro Toldo

Dovrebbe essere davvero così, la terra dovrebbe essere un unico paese senza rigidi confini in cui vivere in pace, ma sappiamo bene che la Storia è costellata di guerre fratricide, lotte per la conquista del potere, genocidi, discriminazioni razziali. E si può certamente affermare che gli insegnamenti che la Storia ci ha tramandato non sempre sono stati ben assimilati, considerato il dilagare di nostalgici nazionalisti che mirano a minacciare l'integrazione europea faticosamente raggiunta.
Oggi la situazione dei migranti che fuggono dalla povertà e, soprattutto, dalla guerra non può lasciarci indifferenti. È abbastanza chiaro e pacifico che il problema non sia di facile soluzione e che non possa essere affrontato solo dall'Italia. Ma costruire muri, fatti soprattutto di odio, non è degno di un genere che ha ancora la pretesa di definirsi umano.
Ci sono tanti pregiudizi nei confronti degli stranieri che arrivano in Italia, pregiudizi che dovremmo incominciare a mettere da parte. Anzitutto, non tutti gli immigrati vengono qui per delinquere, come è solito pensare chi "fa di tutta un'erba un fascio". Ci sono sicuramente soggetti pericolosi o malintenzionati, ma questi individui si trovano in tutte le popolazioni, inclusa quella italiana, e spesso occupano posizioni al di là di ogni sospetto. Certamente, se iniziassimo a mandar via o a punire seriamente tutti coloro che compiono atti illeciti (stranieri e non), il Parlamento italiano rimarrebbe semivuoto.
Si dice sempre, poi, che gli stranieri vengono qui a rubarci il lavoro. In realtà, mi viene da pensare che quasi sempre finiscono per fare quei lavori che gli Italiani si rifiutano ormai di svolgere, non essendone magari all'altezza. Ricordo che l'impresa che tempo fa stava realizzando alcuni lavori a casa nostra mandò un muratore rumeno che svolse il suo operato in maniera precisa, ineccepibile, sicuramente meglio di ciò che avrebbero potuto fare i colleghi nostrani. In ogni caso, gli immigrati finiscono spesso per diventare preda degli sfruttatori e vengono utilizzati per lavori di fatica con paghe miserevoli, per non parlar di altro. Basta guardare la situazione di Rosarno.
Infine, una frase che si sente spesso pronunciare negli ultimi tempi è "aiutiamoli a casa loro". In proposito, Giuseppe Civati ha pubblicato di recente sulla sua pagina Facebook questo grafico (tratto dalla Stampa), in cui risulta abbastanza chiaro che, pur in presenza di una legge del 1990 sul controllo delle armi, che ne vieta l’esportazione in Paesi in cui è in corso un conflitto armato, ancora oggi l’Italia vende pistole e fucili in numerosi Paesi. Questa tendenza è aumentata dal 2009, per cui l’Italia ha venduto armi soprattutto in Medio Oriente e nel Nordafrica, regioni tra le più turbolente, mentre le autorizzazioni del Parlamento sono aumentate. Come giustamente sottolineato da Civati, "per la serie: «aiutiamoli a casa loro». Con le bombe. Intanto manca completamente la trasparenza, la serietà, la politica. Poi dopo ci si sorprende delle migrazioni forzate, delle tragedie umanitarie, dei campi profughi, della tensione che non si abbassa mai".
Se è vero che dal 2009 questa tendenza è aumentata con il beneplacito del Parlamento, occorrerebbe ricordare a Salvini, che continua a diffondere messaggi razzisti e xenofobi, che il suo partito faceva parte della maggioranza di Governo in quegli anni. Le morti dei profughi in mare dovrebbero cominciare a pesare sulle coscienze di chi ha favorito questo commercio.

11 commenti:

  1. eppure con gli eventi che si susseguono in queste ore stiamo diventando tutti stranieri di noi stessi e paranoici dell'odio. maresogno67

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, la strage di Orlando ne è la dimostrazione, ma proprio di fronte a questi eventi, bisognerebbe evitare di favorire ancor di più la diffusione di guerra e odio

      Elimina
  2. "La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino". Si tratta, con grande evidenza, di una considerazione quanto mai felice, da condividere nella maniera più assoluta, ed io ne farò copia/incolla per riportarla nel mio diario, insieme alle altre di grande significato, anche per memorizzarla e tenerla presente nei miei comportamenti quotidiani, peccato però, caro Lorenzo, che gli accadimenti, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, come ad esempio i profughi che annegano mentre l'Europa guarda altrove, e non ultimo la strage di Orlando - 50 morti, mi portano a pensare che si tratti di sempre più di utopia. Buona giornata, Tommaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si Tommaso, la Storia ha dimostrato che è spesso utopia, non ci insegnandoci nulla peraltro. Ma tenerla presente male non fa, anzi.

      Elimina
  3. spesso parole contro gli immigrati sono rilasciate da chi l'immigrazione l'ha vissuta sulla propria pelle. Io di questo non mi capacito così come non mi capacito del fatto che spesso la gente che scappa, lo fa perchè nel loro paese c'è una guerra civile scatenata o alimentata da un paese europeo (anche un paese europeo). Queste informazioni però passano sempre in secondo piano perchè la politica oggi è fatta da sciacalli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo, io per primo sono rimasto abbastanza scioccato dalle informazioni fornite da Civati. I morti dovrebbero pesare sulle coscienze di chi alimenta la guerra, ma hanno una coscienza?

      Elimina
  4. Caro Lori.. come ho già scritto da Elek.. vorrei ribadire che dal passato non abbiamo imparato niente.. dalla religione non siamo stati in grado di prendere il buono.. abbiamo distorto il significato di ogni buon insegnamento per ritrovarci qui.... di nuovo ... a commentare le stesse morti per le stesse ragioni... ognuno di noi, singolarmente può solo sperare che le generazioni future siamo più avvedute.. ieri gli ebrei, oggi i gay, le donne e le persone di religioni diverse e poi????????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si Debora non abbiamo imparato nulla. E come vedi, coloro che amministrano la politica o la religione (a parte il Papa) di sicuro non diffondono amore

      Elimina
  5. Carissimo amico hai un bellissimo blog e sei una persona davvero speciale scrivi da incanto...e ti ringrazio di
    essere nel mio spazio...
    L'Amore è un arcobaleno stupendo che dovrebbe abbracciare tutto il mondo...con tanti colori stupendi....
    ma la storia purtroppo...nn ci ha insegnato nulla...
    ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Elek! Davvero se solo imparassimo a vivere in pace rispettandoci, ma è una lezione troppo difficile per tanti e ci sono troppi squallidi interessi in gioco. Un abbraccio

      Elimina